LE NEWS

Finalmente adesso è anche in versione cartacea!


Il primo è “Il bimbo di Rachele”. Come vi avevo preannunciato, anche i miei romanzi  disponibili solo in versione ebook stanno divenendo dei libri cartacei. Credo così di soddisfare chi di voi ama sfogliare il libro, sentirne la consistenza, perfino annusarne l’odore di carta prima di immergersi nella storia che scoprirà. Il primo a divenire una bella pubblicazione è “Il bimbo di Rachele”.

A lungo tra i best seller di Amazon Italia, nella sua nuova edizione, è un romanzo amato molto anche in Francia, dove ha scalato le classifiche, ottenendo delle recensioni a cinque stelle. Una storia complessa, quella che vi è rappresentata, dove l’analisi impietosa che fa una donna della propria vita, attraverso improvvisi e suggestivi flash back, porta il lettore a scoprire invece la profondità del suo animo, l’asprezza delle esperienze vissute e la forza delle inevitabili e sofferte scelte. La cornice di una Roma anni ’80, che si intreccia con gli attuali scenari naturali della costa a nord di Roma, impreziosisce una trama che riesce a essere anche divertente, in alcuni punti struggente e pervasa da un climax thriller che sfocia nel finale mozzafiato. Una lettura interessante e gradevole.

Il libro è disponibile negli store Amazon dell’intero territorio nazionale e in quelli di tutto il mondo. Sarà possibile ordinarlo direttamente, come nel sito di qualsiasi libreria, oppure scegliere il punto di ritiro per voi più comodo (tra cui anche i numerosi Giunti al Punto). Ecco il link:

https://www.amazon.it/dp/1521011028/ref=rdr_kindle_ext_tmb

Copertina del libro cartaceo

E qui troverete alcune delle recensioni che il libro ha avuto:

https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=834785549952685&id=508945269203383

Amici miei, a me non resta che augurarvi una Buona Lettura!

 

 

 

 

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Eventi

Primo convegno sulla bibliografia di Santa Marinella


Sabato 22 aprile, alle ore 17.00, sarò presente tra gli autori delle opere in mostra al primo convegno sulla bibliografia di Santa Marinella. Infatti anch’io, come molti scrittori e artisti, sono stata rapita dal fascino della città e vi ho ambientato ben due dei miei libri. “Nessun segno sulla neve”, la cui storia nasce a Roma ma si sviluppa nella sua seconda parte proprio in quei luoghi, e “Il bimbo di Rachele” sono infatti due thriller coinvolgenti alle cui trame fa da cornice, con i suoi scenari  incantevoli, la splendida e misteriosa città. Vi aspetto alla Biblioteca Comunale A.Capotosti di Santa Marinella, non mancate!

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LE NEWS

La recensione di Martino Ciano per Satisfiction


Un anno fa la bellissima recensione di Martino Ciano per Satisfiction

http://www.satisfiction.me/una-sola-morte-non-basta/

“….Un romanzo scritto in maniera impeccabile. Un’autrice interessante che induce a riflettere su temi trattati con troppa tragicità e poco spirito critico. La Alibrandi è una innovatrice, ma vi direi troppo e vi farei perdere il gusto di amare un libro che va letto e analizzato. In questo romanzo ci viene mostrata l’altra faccia della medaglia di un’Italia dimenticata e di un’epoca giudicata frettolosamente come il necessario passaggio verso la modernità. Invece…”

http://www.delvecchioeditore.com/libro/cartaceo/227/una-morte-sola-non-basta

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LA PAROLA AI LETTORI

Le parole di uno scrittore che è anche un mio appassionato lettore


Bruno Brundisini è uno scrittore e la forza delle sue parole nelle recensioni ai miei libri mi ha colpito profondamente. Ho scoperto, infatti, che è un mio appassionato lettore, al punto di riucire a confrontare le diverse trame dei miei romanzi, cogliendo in pieno il messaggio che ho inteso trasmettere, scrivendoli. E ho apprezzato una volta in più il potere del web, che mi ha fatto incontrare, anche se solo virtualmente, molti dei miei lettori, il loro entusiasmo e le loro emozioni. Come dice lo stesso Brundisini ” lui ama varcare la soglia dei palazzi, senza fermarsi a osservarne la bella facciata”. Ecco cosa scrive riguardo a “Un’ombra sul fiume Merrimack”.

“Un romanzo scritto col cuore, ove i ricordi ancora vivi della propria adolescenza si uniscono alla fantasia creativa della grande scrittrice.  Siamo negli Stati Uniti, nel 1965. La narrazione si apre con Diana e Jenny, due adolescenti che, contravvenendo ai divieti, pattinano sulle acque gelate del fiume Merrimack. Allontanandosi dall’amica, Diana raggiunge un punto in cui il ghiaccio è più sottile e rischia di rompersi. Ma proprio lì vede passare sotto il lastrone, sotto i suoi piedi, un corpo umano ormai deformato da una lunga permanenza in acqua. Terrorizzata, riesce a tornare indietro e, raggiunta l’amica, le racconta l’accaduto, senza tuttavia essere creduta. La loro è un’amicizia spontanea, a differenza di quella tra Ilaria e Michela di “Una morte sola non basta”, che ha invece forti radici nell’inconscio ed in un passato di comune sofferenza. Diana si è da poco trasferita in America dall’Italia, con la madre ed il nonno. Una famiglia in cui tre generazioni convivono in maniera tranquilla. In particolare spicca la figura rassicurante ed accudente del nonno, ex cuoco, ancora bravo nell’arte culinaria,  che prepara delle torte da leccarsi i baffi. La Alibrandi ci immerge nel paesaggio affascinante dei boschi in cui vive la famiglia, ci fa sentire l’odore fresco delle foglie, mentre avvertiamo il sortilegio minaccioso delle ombre al tramonto. Poi  la magia della sua penna ci fa calare negli scantinati del palazzo, negli angoli bui, illuminati appena dalle luci residue di un grande congelatore non più funzionante, che emana puzza di roba guasta.  Ci fa vivere le ansie e le sofferenze della società americana nel pieno della guerra del Vietnam, una guerra geograficamente lontana, ma vicinissima nelle strazianti ferite dei suoi giovani morti che tornano freddi e bianchi tra le mura domestiche.

La narrazione si arricchisce sempre più di eventi misteriosi che sembrano apparentemente non avere collegamenti col macabro episodio di quei resti umani nel fiume. I personaggi, all’inizio apparentemente tranquilli, assumono, sempre più, connotati inquietanti che portano a un finale assolutamente imprevedibile e spiazzante. Il lettore, che prima si sentiva accarezzato dalla poesia del racconto, alla fine è scosso violentemente, come se il suo pensiero ricevesse una frustata improvvisa. Un thriller con forti approfondimenti psicologici, da leggere col fiato sospeso,inzuppati di adrenalina.”

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LA PAROLA AI LETTORI

La recensione di un lettore o di un critico letterario?


“UNA MORTE SOLA NON BASTA è un romanzo corposo, intenso, ricco di personaggi e di vicende. La narrazione ci porta subito indietro nel tempo e ci immerge con forza nell’atmosfera grigia degli anni cinquanta, molto  simile a quella che percepiamo nei documentari consunti dell’epoca, metafora di una realtà che ancora brucia per le ferite della guerra appena conclusa. Ecco davanti al lettore le case diroccate dai bombardamenti, la miseria che coinvolge tutte le classi sociali, la gente che fatica a riprendersi dalle violenze subite, dallo stupro morale collettivo. Questo ritorno malinconico al passato incomincia proprio da quell’ospedale Forlanini che, con la sua architettura squadrata e “pubblica”, con i suoi cameroni, ci induce a perdere quell’intimità col nostro corpo, così come la malattia devastante cui fa riferimento. Qui avviene l’incontro e l’inizio di due storie diverse ma simili, quella di Ilaria e quella di Michela, due bambine, di cui la seconda appena nata.  Negli  avvenimenti successivi infatti le due protagoniste si perderanno di vista e vivranno vicende lontane l’una dall’altra, ma accomunate dalla sofferenza di un’infanzia derubata di tutta la sua poesia, di un’innocenza tradita e violentata anche nel senso letterale del termine. L’autrice propone in modo simmetrico ed equilibrato le due storie, che prima di convergere in un’unica storia, vengono sempre più ad impregnarsi del male, di quel male vigliacco, che colpisce i deboli, gli innocenti, nella loro intimità, difficile all’inizio da decifrare. E’ il male che abita nascosto nel silenzio delle mura domestiche e diventa poi il linguaggio di un rapporto familiare distorto ancora più lacerante perché soffocato dalla paura e dalla vergogna, ancora più crudo perché inflitto proprio da chi dovrebbe volere il bene. E’ il male come desiderio, come voluttà, come libidine, anche se abietta. E’ il male come ingiustificabile rivincita sulle frustrazioni. Daniela Alibrandi, affronta questa tematica “difficile” con la forza persuasiva e l’equilibrio della grande scrittrice. E alla fine ci presenta il male, come reazione al male, come catarsi. Un mondo intenso, raccontato in tutte le lingue, e spesso pervaso dalla rassegnazione. Ma il linguaggio crudo degli ultimi momenti di vita si apre all’improvviso nella poesia pura “s’illumina d’immenso”. Allora la morte, per l’innocente che la subisce, diventa la liberazione del corpo imprigionato in una vita grama  e rassegnata. La morte come luce e resurrezione,  come evento salvifico, in una escatologia per così dire  “immanente”. Mentre nei riguardi di chi ha compiuto il male, la morte è il termine di una parabola giustizialista e non c’è luce. In questo caso il male, costruito a tavolino, ha una sua finalità e la vittima lo subisce con le stesse modalità con cui lo ha inflitto. Ed ecco che alla fine balza evidente il significato del titolo: UNA MORTE SOLA NON BASTA.”

Bruno Brundisini

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http://www.delvecchioeditore.com/libro/cartaceo/227/una-morte-sola-non-basta

 

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LE NEWS

Il libro che non delude mai “Un’Ombra sul Fiume Merrimack”


Lei stava pattinando e finalmente riusciva a calibrare la spinta impressa al movimento della gamba con la resistenza opposta dalla lastra ghiacciata. Davanti al suo sguardo si fondeva il grigio chiaro del fiume con quello più scuro del cielo. Era perfino piacevole sentire l’aria gelida sul viso, mentre chiudeva gli occhi e si lasciava trasportare leggera sulla superficie ghiacciata.” Sono le parole che aprono il primo capitolo di “Un’Ombra sul Fiume Merrimack”, il thriller risultato tra i vincitori del Novel Writing 2012, inserito nel catalogo dell’Italian & European Bookshop di Londra e del quale, nella sua edizione inglese, hanno parlato ben cinquanta blog americani. Per lungo tempo Best Seller di Amazon Italia.

LA TRAMA (stralcio):  “….Diana si accorge di essere giunta in un punto dove la lastra, divenuta ormai troppo sottile, non la può reggere. E al di sotto, dopo aver udito un tonfo, Diana si rende conto che scivola silenziosamente un corpo umano, dal quale rischia di essere risucchiata. E’ l’inizio di un vero incubo nel quale Diana vivrà ancora per i mesi di soggiorno che le restano fino alla partenza da quella che lei aveva reputato una tranquilla e pacifica cittadina della provincia americana. Fino alla soluzione del mistero, che avverrà con un finale mozzafiato.”

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Stasera parliamo di amori sbagliati “Il Bimbo di Rachele”


Nella mia produzione letteraria c’è un libro che si avvicina a quella che può essere considerata “letteratura rosa”. Intendiamoci, la trama riserva dei colpi di scena notevoli e porta a un finale mozzafiato, trattando però allo stesso tempo argomenti che sono cari al filone “rosa”. Un amore sbagliato, una gravidanza indesiderata, il dilemma dell’aborto, molte cose da dimenticare e una vita da ricostruire in un luogo lontano, dove il destino, nonostante tutti i tentativi di Rachele per sfuggirgli, la ritroverà per piombare di nuovo e crudelmente nella sua nuova vita.

La storia è ricca di flash back che riportano agli anni ’80, al periodo nel quale le donne sembravano poter possedere il mondo. E porta a scoprire cosa si cela nell’animo di una donna, quando si trova a dover fare delle scelte drammatiche.

Presentato nell’estate del 2012 alla Fiera del libro di Lamezia Terme è stato ospite il 31 di agosto del 2012 della conversazione pubblica organizzata dalla pagina FB “In Treno”. Si sono registrati centinaia di commenti in un acceso dibattito che ha riguardato gli spinosi argomenti trattati. Per due volte Best Seller di Amazon Italia, ha ottenuto recensioni a cinque stelle anche in Francia, dove ha scalato la classifica dei Best Seller di Amazon Francia.

 

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