LE NEWS

A Roma il lancio della terza ristampa


“Nessun segno sulla neve” (Premio Circe 2013), Edizioni Universo, giunto alla sua terza ristampa, è disponibile in promozione nelle seguenti librerie di Roma e ordinabile nelle librerie e negozi online:

A TUTTO LIBRO:

Via acquedotto del Peschiera, 118 – Roma nord, 80

ALTRO QUANDO:

Via del Governo Vecchio, 80 – Roma centro

ARION PRATI:

Via PIER Luigi da Palestrina, 1 – Roma prati

ASSAGGI:

Via degli Etruschi, 4 – Roma est

Per chi desiderasse riceverlo direttamente a casa, questi sono i contatti telefonici della casa editrice:

06.9941736

339.2864551

L’ebook è disponibile in Amazon al seguente link:

https://www.amazon.it/NESSUN-SEGNO-SULLA-Nuova-Edizione-ebook/dp/B01M4JNG4V/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1551772511&sr=1-1&keywords=nessun+segno+sulla+neve

Buona Lettura!

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LE NEWS, Trasmissioni televisive e radiofoniche

A Radio Roma Capitale un’intervista con i fiocchi


In occasione della terza ristampa dell’intramontabile “Nessun segno sulla neve”.

Ecco la trasmissione dell’intervista integrale!

Il libro nella sua terza ristampa è disponibile in promozione nelle seguenti librerie di Roma:

A TUTTO LIBRO: Via acquedotto del Peschiera, 118 – Roma nord

ALTRO QUANDO: Via del Governo Vecchio, 80 – Roma centro

ARION PRATI: Via PIER Luigi da Palestrina, 1 – Roma prati

ASSAGGI: Via degli Etruschi, 4 – Roma est

Inoltre è ordinabile in libreria, anche in quelle online. In ebook è disponibile in esclusiva su Amazon. Se lo volete ricevere comodamente a casa potete telefonare direttamente alla Casa Editrice Universo Editoriale, al seguente numero: 06.9941736  cell. 339.2864551

 

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Una stupenda sorpresa e una grande emozione!


Anni fa, durante una  di quelle passeggiate che l’estate romana invita a fare, sono entrata quasi per caso nel quartiere Coppedè, o Magico, come viene non a caso definito. Una zona circoscritta, che si sviluppa attorno alla pittoresca Piazza Mincio, dov’è forte il gorgoglio della fontana delle rane. Mi accorsi subito di essere immersa in un’atmosfera diversa, misteriosa e favolistica. Mi sembrò addirittura che cambiassero i fattori climatici all’interno di quel perimetro. Di fronte a me il Villino delle Fate, con i chiari richiami alla bellezza di Firenze e Venezia,  più in là il Palazzo del Ragno, alle mie spalle l’arco immenso tra i palazzi degli Ambasciatori, illuminato dallo splendido lampadario in ferro battuto. Fui rapita da una magia indefinibile che divenne subito fonte di ispirazione e che concretizzai con la scrittura di un libro molto particolare, “Quelle strane ragazze” (Premio Letterario Perseide 2014). Nel romanzo una delle protagoniste, Roberta, si trova a passeggiare per quelle vie e a lei ho affidato il mio pensiero:

Inutile cercare di distrarsi, riferendosi allo studio
iconografico dei vari e a prima vista casuali elementi
artistici ostentati nelle varie costruzioni. Roberta preferì
rilassarsi facendosi cullare dall’atmosfera onirica che
emanavano le decorazioni dorate, i riferimenti antichi. Le
torrette con i tetti spioventi, i biscioni che costituivano il
parapetto di piccoli e deliziosi balconi la riportavano alle
fiabe che lei immaginava da bambina.<
sguardo per notare quanto sfugga ai miei occhi!>>
pensava tra sé, mentre si stupiva nel notare per la prima
volta quante immagini di animali venissero riportate nelle
decorazioni. Il suo sguardo andò come in un vortice dai
cavalli ai coccodrilli, dalle rane ai serpenti fino a che sentì
che la testa le girava piacevolmente, come presa in uno
splendido turbine. Una sensazione unica e indimenticabile.

Da “Quelle strane ragazze” p. 132

Oggi ho avuto una magnifica sorpresa. Le pagine Facebook Quartiere Coppedè e Piazza Mincio, che ringrazio di cuore, hanno dedicato al mio libro uno spazio meraviglioso. Per me una profonda emozione!

In libreria e nei negozi on line, in edizione cartacea ed e-book,  in Italia e all’estero

 

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Viale Marconi e dintorni… che nostalgia di quegli anni!


Sono tornata, dopo tanti anni, a passeggiare per Viale Marconi, il quartiere romano che frequentavo all’epoca del liceo. Ripercorrere quel viale e le stradine che vi confluiscono mi ha riportato indietro alle passioni e alle illusioni che hanno caratterizzato un periodo così importante per me e per chi è cresciuto insieme a me.

Viale Marconi, Via Nistri, Via Gherardi, Piazza Fermi, mi è sembrato di udire ancora l’allegro vociare dei tanti giovani che uscivano da scuola, avvolti dalla freschezza dei primi amori, e animati dalla forza di nuove e affascinanti convinzioni. Le loro infinite passioni per la musica e l’arte ancora vibravano nell’aria, insieme alle disperazioni di quella generazione. Tanto è cambiato da allora, adesso i marciapiedi sono affollati dalle bancarelle, le lingue parlate sono molteplici, il traffico congestionato e il quartiere ha ceduto il suo aspetto signorile in favore di una variopinta moltitudine. Ma chiudendo gli occhi sono riuscita a sentire ancora il profumo che c’era nell’aria in quel tempo poi non così lontano.

La nostalgia  mi ha indotto a scrivere il mio primo libro “Nessun segno sulla neve”. In quelle pagine, vestendo i panni di un uomo, ho sfogato quanto di quel periodo è rimasto indelebile, e non solo in me. Infatti, quello che all’inizio sembra essere il protagonista, Francesco, al giorno d’oggi uno stimato oncologo, navigando in un social network si imbatte nel profilo della ragazza da lui amata durante gli anni del liceo, e si chiede se ricontattarla o meno. Si riapre così il mondo che lui credeva di aver dimenticato, e che ammette di aver tradito, esprimendo il suo rimorso nei confronti di quella giovane, adesso una donna matura. Il Sessantotto a Roma, vissuto tra i banchi di scuola, intonando le canzoni dei Beatles e lottando nelle manifestazioni. Le casacche di tela bianca trasparente e le camicie variopinte, i capelli lunghi e le minigonne. il cambiamento drastico della società italiana.

E un omicidio rimasto insoluto.

La vera protagonista del romanzo viene fuori lentamente, e prende la scena in punta di piedi, fino a dominarla tutta nelle ultime, strazianti, indimenticabili pagine del romanzo. E’ Milena, la cui storia rivela la vera posizione della donna negli anni della contestazione e il reale prezzo da pagare per raggiungere l’emancipazione.

“Nessun segno sulla neve” è stato amato, premiato (Premio letterario nazionale Circe 2013), celebrato (Estate Romana), apprezzato all’estero anche nella sua edizione inglese ed è tuttora tra i primi cento best seller di Amazon Italia, dopo esserlo stato in America, Francia, Germania, Regno Unito, Austria,  Canada e Gappone.

Ci sarà un motivo che coinvolge i lettori fino all’ultima pagina!

Gratis in Kindle Unlimited

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Due parole sulla neve


Mi sveglio e guardo fuori. Dalle mie finestre domino la baia fino ai contorni antichi del castello di Santa Severa, e nevica! Sarà forse per il titolo di quel libro, o forse per l’amore sconfinato che nutro per il mio primo romanzo, che il mio pensiero va a “Nessun segno sulla neve”. Era inverno quando iniziai a scriverlo, ero ferma a letto dopo un brutto infortunio e immaginai che la nostra vita fosse una distesa di neve vergine, un’ estensione bianca e soffice, sulla quale camminiamo e cadiamo nei momenti bui della nostra vita. Ci illudiamo di segnare il nostro percorso, ma cosa accadrebbe se alla fine del cammino, voltandoci indietro, ci accorgessimo di non aver lasciato alcun segno sulla neve?

Ho scritto quel primo romanzo nel periodo che ho trascorso ferma nel letto, rivedendo molto delle mie esperienze, le lotte studentesche, la Roma del ’68, l’ipocrisia, le passioni disperate che proprio in quel momento sentivo riaffiorare nell’animo. Parlai con la voce del protagonista, un uomo, inusuale per una scrittrice, e ho amato girovagare nell’animo maschile, dipingendone le innumerevoli sfumature. Terminai la scrittura del romanzo durante la fisioterapia che mi riportò alla normalità. E io, grazie  ai mie personaggi e al loro modo di essere, così come all’ambientazione nella quale ero tornata a vivere, mi sentivo finalmente rinata.

E’ per questo che il posto che occupa quel libro nel mio cuore è speciale. Dopo non ho più smesso di creare storie e racconti, guardando sempre indietro, sperando di scorgere il segno dei miei passi sulla neve.

Proprio venerdì scorso “Nessun segno sulla neve” è stato ospite della rubrica Il libro della settimana, del settimanale L’Ortica del Venerdì, presentato nel restyling di copertina. Una soddisfazione in più che si è aggiunta alle tante che il romanzo mi ha donato. Infatti, oltre ad aver vinto il premio letterario nazionale Circe 2013, il libro è stato tradotto nell’edizione inglese “No steps on the snow”, del quale nel 2015 hanno parlato ben cinquanta blog letterari americani. Nel 2012 è stato scelto dal Comune di Roma per un evento culturale dell’Estate Romana. Il libro è inserito in due collane editoriali, Oltre la Città e Crimini Innocenti. Nel 2014, durante una visita in Inghilterra, ho potuto incontrare i miei lettori inglesi e lasciare loro una dedica sul libro, che è tuttora in catalogo presso l’Italian & European Bookshop di Londra.

  LA SINOSSI

Un thriller psicologico, la cui trama inizia ai giorni nostri e porta a un avvenimento criminoso mai risolto, avvenuto nel 1968, quando il protagonista del romanzo frequentava il liceo. Questa storia, che sembrava dimenticata e sepolta, torna ad essere improvvisamente e drammaticamente attuale per lui, ora brillante e stimato medico oncologo di mezza età, quando in un caldo e pigro pomeriggio settembrino, si diverte a navigare in internet insieme al figlio. Aiutato da quest’ultimo, infatti, entra in un importate network e si imbatte nel profilo della ragazza che amava disperatamente in quegli anni, dalla quale purtroppo non era mai stato ricambiato. E’ l’inizio di un viaggio interiore intriso di profonda nostalgia, ricordi e passioni, che porterà il suo destino a intrecciarsi in modo imprevedibile con quello della ragazza, divenuta ormai una donna matura. Il romanzo offre un affresco fedele e nostalgico della vita italiana durante quegli avvenimenti sociali e politici, che segnarono in modo indelebile un’intera generazione. Ad arricchire il racconto una trama gialla che, partendo da un episodio criminoso avvenuto allora, termina con un finale imprevedibile al giorno d’oggi.

ALCUNI PASSAGGI

“Quante volte i miei figli mi hanno chiesto in quegli anni “Papà, ma tu hai studiato in un’epoca che ha fatto storia, possibile che non ci sai raccontare mai niente del mitico ’68?”….Che ne volete sapere voi di una generazione intera che trovò finalmente il coraggio per sollevarsi e strapparsi il giogo che la attanagliava facendo proprio l’urlo di altre generazioni, di antiche schiavitù. Una generazione di giovani che come in una gigantesca “Ola” che pervase il mondo intero riuscì a dire “Basta!” Il sessantotto, io sono stato parte di quella storia, ma l’ho tradita come tante altre cose nella mia vita.”

 “Mi manca l’aria. Meglio fare una passeggiata qui intorno e, se è aperta la pizzeria all’angolo, mangerò una bella pizza e berrò una birra. Voglio ubriacarmi per non pensare. Milena di me avrà sempre quell’orribile ricordo. Se anche volesse incontrarmi, come potrò affrontarla, provarle come sono io, se in fondo lei ha ragione: sono poi così tanto diverso da come ero allora? Voglio solo l’aria fresca di questa serata di settembre. Esco e, mentre chiudo la porta a chiave, penso che le porte lasciate chiuse dentro di noi possono riaprirsi quando vogliono, anche se ci illudiamo di aver dato alla serratura tutte le mandate.”

“Adesso capisco che il bagliore è dovuto al sole sulla neve. Ma più corro verso di loro e più si allontanano da me e non riesco a capire perché mai i miei passi affannati e faticosi non lasciano alcun segno su questa neve soffice e fresca…”

Il romanzo è stato ripubblicato da Universoeditoriale nel 2015 (ISBN 9788890963421), nella nuova edizione impreziosita dal disegno di copertina di Carlo Grechi. Le precedenti edizioni sono fuori catalogo.

La versione cartacea del libro, che si sta attivando su tutto il territorio nazionale,  si può ordinare presso IBS e in tutti i negozi online https://www.ibs.it/nessun-segno-sulla-neve-libro-generic-contributors/e/9788890963421

Il libro è disponibile in ebook al seguente link:

Al libro è dedicata la pagina facebook https://www.facebook.com/NESSUN-SEGNO-SULLA-NEVE-504029679694675/

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LA PAROLA AI LETTORI

Una bella recensione di “Nessun segno sulla neve” da parte di un lettore


Tutti gi autori sanno quanto siano importanti le recensioni, e il peso che avrà la valutazione dei critici letterari sulla futura riuscita di un’opera. Ma, secondo la mia esperienza, quello che tocca veramente l’animo è ciò che un lettore, appena chiusa l’ultima pagina del libro, sente l’impulso spontaneo di trasmettere, esprimendo le emozioni che la lettura del romanzo ha suscitato in lui. E’ per questo che  ho voluto dedicare una pagina del mio sito all’espressione genuina e autentica di quei sentimenti e di quell’impareggiabile calore umano.  Ecco cosa scrive Giacomo Messenio di  “Nessun segno sulla neve”.        https://www.facebook.com/NESSUN-SEGNO-SULLA-NEVE-504029679694675/?ref=bookmarks

“È come stare seduti in una bella giornata di primavera sulla sponda di un ruscello ad osservare il lento scorrere dell’acqua ed ascoltarne il leggero e rilassante scrosciare. Queste piacevoli sensazioni mi ha ispirato la lettura di “Nessun segno sulla neve”. Il modo come Daniela fa scorrere le parole, descrivendo con semplicità qualsiasi situazione, politica, sociale, sessuale e anche drammatica, rilassa e rende partecipe il lettore al suo racconto. Questo libro ha risvegliato in me antichi ricordi, antiche passioni e me le ha fatte rivivere, seppure in un contesto e con un epilogo diversi. Mi ha molto colpito la vicenda delle due povere vittime del romanzo. Francesco, soggiogato dall’influenza spesso negativa dell’amico Nuccio, causa della sua tragica fine. Milena, traumatizzata dall’incesto subito al punto da portarla alla pazzia, seppure ben mascherata con un comportamento un po’ strano ma normale nel periodo dell’adolescenza. Francesco, dopo circa quarant’anni ha ritrovato la ragazza che amava scoprendo con piacere quanto era, esteriormente, rimasta bella e attraente senza minimamente immaginare quello che era internamente. Il pregio di Daniela è che racconta tutto con semplicità, senza far uso di parole eclatanti od esasperate per trasmettere il suo pensiero. Per questo il lettore si lascia trasportare docile fino alla fine della storia. E seppure il finale sia inaspettato e forte viene assorbito senza traumi. Brava Daniela, questo è l’obiettivo di uno scrittore: coinvolgere il lettore affinché viva la storia con la stessa tua passione e trasporto. E tu ci riesci egregiamente!”

https://www.amazon.it/gp/product/B01M4JNG4V/ref=s9_acsd_simh_bw_c_x_1?pf_rd_m=A11IL2PNWYJU7H&pf_rd_s=merchandised-search-3&pf_rd_r=KA1YX6EEY4691VTXKPDV&pf_rd_t=101&pf_rd_p=c857ef99-3a34-4d11-94b0-cdd236d94159&pf_rd_i=827182031

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Esattamente un anno fa usciva “Una morte sola non basta”, Del Vecchio Editore


Il mio sogno si è avverato esattamente un anno fa. Sapevo che non sarebbe stato facile pubblicare un libro la cui trama sviscerava impietosamente argomenti spinosi  e delicati da trattare, quali la violenza sui minori, di qualsiasi natura essa fosse. La vita di due bambine che scorreva parallela ognuna nell’inferno della crudeltà di cui a volte sono capaci solo i grandi. La loro crescita e infine, nel periodo più difficile dell’adolescenza, il loro incontro. E in contrasto con il peso delle due storie, la descrizione di una Roma semplice, quella dell’immediato dopoguerra, del suo trasformarsi durante il boom economico degli anni Sessanta, del suo scivolare nelle contraddizioni degli anni Settanta.

“Una morte sola non basta”, valorizzata nel migliore dei modi dall’editore Del Vecchio, che con la sua magnifica grafica è riuscito a impreziosirlo,  regala al lettore un intreccio continuo di storie, ambientazioni e immagini difficili da dimenticare. E termina con un finale del tutto imprevedibile che farà riflettere a lungo.

Considerato un grande romanzo neo realista ha avuto meravigliose recensioni dai critici letterari e dai lettori che, spontaneamente, dopo aver chiuso l’ultima pagina del libro hanno sentito forte l’impulso di descrivere le emozioni provate durante e dopo la lettura del romanzo.

Oggi, a un anno di distanza, il mio ringraziamento va a tutti coloro che hanno reso possibile l’avverarsi di questo mio sogno!

http://www.delvecchioeditore.com/libro/cartaceo/227/una-morte-sola-non-basta

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