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L’Antico Caffè Greco rischia la chiusura… e si perde un altro pezzo di storia


Amo Roma, la sua storia e le sue inimitabili atmosfere. A Roma e ai suoi angoli segreti ho dedicato molte pagine dei miei libri. l’Antico Caffè Greco di Via Condotti è stato interprete di un capitolo del mio libro “Nessun segno sulla neve”(Premio Circe 2013). In questo locale storico e affascinante si incontrano infatti il protagonista Francesco, che somiglia in modo incredibile a Dustin Hoffman e Milena, la ragazza da lui amata disperatamente nel Sessantotto, ai tempi del liceo e della contestazione giovanile. All’epoca Milena non aveva ricambiato il suo sentimento, ma ora, dopo molti anni, Francesco si trova davanti una splendida donna matura:

Capitolo XXII

Sono in via Condotti  e sto fissando l’entrata del Caffè Greco. Sono le dieci e quaranta, mi sono mosso con parecchio anticipo,  perché  è molto che non vengo al centro di Roma. Ho lasciato l’auto in un parcheggio a pagamento e ho continuato a piedi, vista la giornata piena di sole. L’aria comincia a essere fresca e frizzante, e devo dire che mi sento veramente bene, se non fosse per la morsa allo stomaco con la quale mi sono svegliato.

Guardo l’antica strada dove c’è un via vai incredibile di gente. Facchini indaffarati a scaricare velocemente le merci, professionisti vestiti di tutto  punto che attraversano  frettolosi con la valigetta in mano e  camminano  gettando uno sguardo  preoccupato all’orologio mentre, poco più in là, contrasta la vista di mendicanti che cercano l’attenzione di chi non ha più né voglia né tempo di considerarli. Di Milena neanche l’ombra. Aspetto ancora una decina di minuti poi mi decido a entrare. Occuperò  un tavolo in una posizione discreta e sorveglierò l’ambiente prima che lei arrivi.

Entrando  mi assale un forte e gradevolissimo odore di caffè e di dolci appena  sfornati. Mi sembra di aver aperto la porta del tempo, tanto è intensa l’aria di “belle epoque”  che trasuda  questo posto. I tavoli posti su un lato con tovaglie sobrie ma caratteristiche, l’arcata che conduce  nella sala più riservata dove ci sono due grandi specchi leggermente scuriti dal tempo, quadri di gusto appesi alle pareti insieme a quelli dove fanno sfoggio le firme di attori, registi e personaggi vari, che si sono seduti e hanno bevuto in questo stesso posto. Non poteva esservi una scelta migliore per il luogo del nostro incontro.

Mi siedo dando le spalle all’arcata e anche allo specchio, poiché guardare  la mia immagine riflessa, oggi, non mi piace. Il cameriere si avvicina osservandomi un po’ incuriosito, forse pensa che io sia Dustin Hoffman e la cosa sarebbe perfettamente  in tono con l’ambiente. Mi chiede in inglese cosa può servirmi e io, in italiano, gli rispondo che sto aspettando  una signora e che ordinerò non appena lei sarà qui.

Sono le undici passate da dieci minuti  e comincio veramente a sentirmi in imbarazzo quando ad un tratto, riflessa nella cornice di un quadro di fronte a me, vedo l’immagine che aspettavo: Milena. Mi volto solo di profilo e lei a passi lenti raggiunge il mio tavolo. Mi alzo e finalmente ci troviamo uno di fronte all’altra

– Ciao – le dico con una voce tremante,  che non riesce a nascondere  l’emozione, mentre  le porgo  la mia mano fredda.

– Ciao Dustin, che mani fredde che hai! – dice stringendomi  la mano dapprima  con una sola delle sue, poi con entrambe, come a riscaldare la mia. Quel gesto mi aiuta a sciogliere l’impaccio che sento forte dentro e fuori di me e riesco a effettuare il gesto galante di spingere  indietro  la sedia per  farla sedere. La guardo ed è sempre bellissima. Indossa un tailleur grigio, con la giacca attillata e la gonna leggermente svasata. Al collo e ai polsi della giacca fa un bell’effetto una striscia di pelliccia nera mentre,  dalla sua apertura, si intravede una magliettina scollata che mette in mostra un bellissimo décolleté. Le sue gambe sono velate da calze leggermente scure e indossa degli stivali di camoscio nero con il tacco non molto alto. Poggia la sua borsetta di vernice nera su una sedia vicina alla sua, in silenzio. I capelli color mogano sono tagliati all’orientale, con una frangia e un carrè deciso, che arriva all’altezza del mento. Due orecchini neri lunghi, sembrano scendere direttamente dal caschetto di capelli e fanno pendant  con la collana scura, che scende nel canale dei due seni con un effetto di calda morbidezza. I suoi occhi sono truccati in modo da evidenziare la forma a mandorla, e il colore scuro del maquillage fa risaltare l’iride trasparente, troppo chiara per essere definita azzurra o verde. Le sue mani sono curatissime, morbide e affilate; le unghie sfoggiano una perfetta french manicure, pur non essendo eccessivamente lunghe. Il tocco finale lo dà il suo profumo che mi avvolge e mi attira, sconvolgendo tutte le mie aspettative.

Ci guardiamo per un lungo momento, incapaci entrambi di iniziare alcun discorso. Per fortuna arriva il cameriere che, rivolgendosi galantemente a lei, chiede cosa desidera.

– Un cappuccino caldo con sopra un po’ di panna – e poi Milena, rivolgendosi a me:

– E tu Dustin cosa prendi? – Per un attimo mi viene da ridere, scrutando  l’effetto che ha fatto sul cameriere sentirmi chiamare Dustin. Adesso è proprio sicuro che io sia il famoso attore, per cui mi guarda ammiccando, assicurandomi, con quel suo fare professionale, che ha capito chi io sia, ma non lo renderà noto ad alcuno. – The same thing, La stessa cosa – dico, sorridendogli  divertito con quello sguardo che significa «conto sulla tua discrezione». Lui sorride e corre via veloce.

Milena sentendomi rispondere in inglese mi guarda con aria interrogativa e quando  le spiego l’equivoco della mia somiglianza con l’attore, ride divertita. Che bello vederla sorridere. Purtroppo i suoi occhi esprimono sempre la profonda tristezza che ricordavo ma, nell’insieme, si vede che è sinceramente contenta.  Il silenzio, che però subito dopo scende cupo tra di noi, rischia di far fallire il motivo per cui sono qui, quindi mi faccio coraggio e ingrano quella marcia in più, che varie volte mi ha salvato nella vita.

– Sei meravigliosa Milena, fai quasi impallidire il ricordo che avevo di te – forse ho cominciato male, ma non conta. Le voglio dire tutto quello che mi sono tenuto dentro per anni.

– Trovo bene anche te, sai? – Non è facile per lei, lo sento, ma dobbiamo affrontare la cosa insieme. Coraggio, ci vuole coraggio e io lo raccolgo tutto per pronunciare ciò che da anni avrei dovuto dirle: – Miena, per anni non ho dormito ripensando alla sera…

Disponibile in ebook ai seguenti link di Amazon e Kobo Mondadori:

https://www.amazon.it/NESSUN-SEGNO-SULLA-Nuova-Edizione-ebook/dp/B01M4JNG4V/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=1V2G7FW4HPHZQ&keywords=nessun+segno+sulla+neve&qid=1571758621&s=books&sprefix=nessun+segno+sulla+neve%2Cstripbooks%2C176&sr=1-1

https://www.kobo.com/it/it/ebook/nessun-segno-sulla-neve

E in cartaceo: https://danielaalibrandi.wordpress.com/category/dove-acquistare-i-miei-libri/

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E arrivo’ il fatidico primo giorno di scuola, il 7 ottobre 1969


La scuola allora iniziava il sette ottobre, il subbuglio prendeva la strada dove sorgeva l’edificio scolastico, ma anche le vie limitrofe. Nessuno poteva immaginare cosa sarebbe avvenuto di lì a poco:

Dal Capitolo XIII di “Nessun segno sulla neve”(Universo Edizioni), Premio Letterario Circe 2013

E arrivò il fatidico primo giorno di scuola, il sette ottobre  del 1969. La mia vita non sarebbe mai stata più la stessa dopo quel giorno. Mi svegliai presto al mattino e mi vestii con gli abiti nuovi, che i miei mi avevano comprato per la promozione e mi sentivo ve ramente fico mentre mi preparavo. La verità era che con l’estate non ero cresciuto poi molto, ma la mia so miglianza con Dustin Hoffman, con quell’espressione da ragazzo bravo e ingenuo, sapevo che cominciava a piacere alle ragazze. Per cui, dopo essermi spruzzato una dose massiccia di profumo, uscii di casa con l’abbraccio orgoglioso e pieno di pathos di mia madre, con l’unico scopo di arrivare presto e bene a scuola. Per la paura di sgualcirmi gli abiti o di arruffare i capelli, decisi di andare con il mezzo pubblico  e non con il motorino. Non mi ricordavo più cosa fossero i mezzi pubblici.

Gonfio di emozione per l’inizio della scuola, scesi all’imbocco di via Nistri. Attorno era pieno di ragazzi, chi a piedi e chi col motorino,  che si avviavano verso il liceo e io, felice di far parte di quella rapsodia di voci e di emozioni, captavo stralci di discorsi dei gruppi di ragazzi che si avvicinavano alla scuola:

– Ho trovato la versione integrale di Only one woman – Ma quale, quella dei Marbles? – Io invece ho l’album dei Beatles, devi sentire che ficata Ballad of John and Yoko – Davvero? Un giorno me la presti?

Quanta ottima musica era stata prodotta in quell’estate, solo io non avevo potuto comprare tutti gli album che avrei voluto, ma ero troppo gasato per starci a pensare su. Mi avvicinai a un gruppetto  di tre ragazze cercando di origliare la loro conversazione:

–  Ma  l’hai riconosciuto,  quello  è  Gianni,  Dio quanto s’è fatto bono! Hai visto mi ha salutato, ciao Gianni! – Io camminavo da solo ma non importava; sapevo che presto o tardi qualcuno mi avrebbe riconosciuto e chiamato. Infatti, di lì a poco: – Ciao Dustin, siamo tutti qui? – quella era la voce di Alba, ma guardandola  non la riconoscevo. Accidenti, era più alta, più magra, senza baffi, con una bella minigonna e con un trucco  sugli occhi, che definirei un tantino pesante: eyeliner nero sotto e sopra le palpebre, rimmel nero esagerato sulle ciglia superiori e quelle inferiori disegnate sottili e lunghe, per poi finire con le labbra quasi bianche. E anche le altre ragazze che le stavano vicino erano più sofisticate e quasi irriconoscibili.

Tutte  portavano,  piegato sul braccio, quel tristissimo grembiule nero che le avrebbe rese totalmente uguali e indesiderabili, ma adesso erano uno spettacolo! Nuccio, che stava ovviamente in mezzo a loro e troneggiava alto, con i folti capelli neri, sopracciglia e occhi mediterranei, mi venne incontro, mi mise un braccio sulle spalle portandomi  un pochino distante dal gruppo  e mi disse sottovoce: – Quest’anno  non sarà difficile raggiungere l’obiettivo del pompino non ti pare? – Stavo per scoppiare a ridere, ma non volevo certo che le ragazze capissero che si parlava della loro bocca. Mi sottrassi al suo abbraccio e tornai verso il gruppo, che nel frattempo aveva raggiunto quasi la totalità dei ragazzi della nostra  classe, tutti  felici di rivedersi. Naturalmente le due cozze secchione dell’anno prima non avevano subito cambiamenti di alcun genere anzi, nei mesi a venire, sarebbero divenute anche peggio, finché si sarebbero unite al gruppo nascente di femministe e avrebbero  fatto capire, alzando spesso le mani a triangolo sopra la testa, che la fica se la sarebbero gestita da sole; tanto chi di noi ci avrebbe provato? Notai anche un paio di ragazzi, tra quelli che non si erano mai uniti a noi nelle bravate dell’anno prima, che erano rimasti inesorabilmente bambinoni.  Mentre entravamo attraversando il piccolo cortile che dal cancello portava all’entrata dell’edificio, nessuno di noi poteva pensare  che saremmo stati tutti vittime di lì a poco degli sconvolgimenti politici e sociali di quegli anni e che mai più saremmo stati così ingenuamente e autenticamente felici di rivederci.

https://www.amazon.it/NESSUN-SEGNO-SULLA-Nuova-Edizione-ebook/dp/B01M4JNG4V

https://www.mondadoristore.it/NESSUN-SEGNO-SULLA-NEVE-Daniela-Alibrandi/eai123000345554/

 

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Come promesso “Nessun segno sulla neve” da oggi è su Kobo!


Come promesso “Nessun segno sulla neve” da oggi è su Kobo! Era il grande assente tra le mie pubblicazioni nella immensa libreria di Rakuten Kobo…auguro una buona lettura a chi aspettava questo libro già da un po’!

https://www.kobo.com/it/it/ebook/nessun-segno-sulla-neve?fbclid=IwAR2iKaT4ENT4mF7nSG6Kunwmh0Co2WOa_oRwvQVD2HO8VQjDvCnK6BBzmtY

Il Sessantotto, con le sue passioni e le sue disperazioni politiche, fisiche, amorose. Si rivive insieme a loro, pagina dopo pagina, con quei ragazzi che animarono un’epoca tanto significativa. “Nessun segno sulla neve”, Premio Circe 2013, tradotto nell’edizione inglese, inserito in catalogo presso l’Italian & European Bookshop di Londra, un libro che lascia il segno!

 

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“Nessun segno sulla neve”, nel suo nuovo restyling, sarà presto su Kobo


Il mio primo romanzo, “Nessun segno sulla neve” (Edizioni Universo), in anteprima col suo nuovo look, quello con il quale sta per essere pubblicato anche su Kobo. Dopo aver vinto premi e riconoscimenti, tra cui il Premio Circe 2013, dopo essere stato tradotto nell’edizione inglese, alla quale si sono interessati più di cinquanta blog letterari statunitensi, dopo essere stato inserito in catalogo presso l’Italian & European Bookshop di Londra, dopo essere  diventato un best seller di Amazon Italia, Canada, Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania e Giappone… bene, dopo tutto questo sarà tra pochi giorni disponibile anche per i lettori di Kobo. Quindi, Buona lettura!

   SINOSSI

Un thriller psicologico, la cui trama inizia ai giorni nostri e porta a un avvenimento criminoso mai risolto, avvenuto nel 1968, quando il protagonista del romanzo frequentava il liceo. Questa storia, che sembrava dimenticata e sepolta, torna ad essere improvvisamente e drammaticamente attuale per lui, ora brillante e stimato medico oncologo di mezza età, quando in un caldo e pigro pomeriggio settembrino, si diverte a navigare in internet insieme al figlio. Aiutato da quest’ultimo, infatti, entra in un importate network e si imbatte nel profilo della ragazza che amava disperatamente in quegli anni, dalla quale purtroppo non era mai stato ricambiato. E’ l’inizio di un viaggio interiore intriso di profonda nostalgia, ricordi e passioni, che porterà il suo destino a intrecciarsi in modo imprevedibile con quello della ragazza, divenuta ormai una donna matura. Il romanzo offre un affresco fedele e nostalgico della vita italiana durante quegli avvenimenti sociali e politici, che segnarono in modo indelebile un’intera generazione. Ad arricchire il racconto una trama gialla che, partendo da un episodio criminoso avvenuto allora, termina con un finale imprevedibile al giorno d’oggi.

In ebook immediatamente disponibile su Amazon al seguente link:

https://www.amazon.it/NESSUN-SEGNO-SULLA-Nuova-Edizione-ebook/dp/B01M4JNG4V/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=23AZ56GMMXRYY&keywords=nessun+segno+sulla+neve&qid=1569945487&s=books&sprefix=nessun+segno+sulla+neve%2Cstripbooks%2C183&sr=1-1

In cartaceo presso La Feltrinelli, IBS e nelle librerie fiduciarie:

https://www.lafeltrinelli.it/libri/daniela-alibrandi/nessun-segno-sulla-neve/9788890963421

https://www.ibs.it/nessun-segno-sulla-neve-libro-daniela-alibrandi/e/9788890963421

A TUTTO LIBRO:

Via acquedotto del Peschiera, 118 – Roma nord, 80

ALTRO QUANDO:

Via del Governo Vecchio, 80 – Roma centro

ARION PRATI:

Via PIER Luigi da Palestrina, 1 – Roma prati

ASSAGGI:

Via degli Etruschi, 4 – Roma est

Oppure direttamente alla casa editrice: info@edizioniuniverso.it

 

 

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Era il luglio 2013 e “Nessun segno sulla neve”…


Nessuna descrizione della foto disponibile.

Vinceva il Premio Circe 2013. Da allora il libro è stato scelto dal Comune di Roma per un evento letterario dell’Estate Romana, presentato nei giardini di Castel Sant’Angelo, inserito in alcune collane editoriali tra cui “Crimini innocenti” e in catalogo dall’Italian & European Bookshop di Londra. Divenuto un best seller di Amazon Italia è stato tradotto nell’edizione inglese di “No steps on the snow”, divenendo un best seller Amazon negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Francia, Canada, Germania e Giappone. Nel 2015 ben cinquanta blog statunitensi dedicarono uno spazio alla trama coinvolgente del libro.

“Un thriller psicologico, la cui trama inizia ai giorni nostri e porta a un avvenimento criminoso mai risolto, avvenuto nel 1968, quando il protagonista del romanzo frequentava il liceo. Questa storia, che sembrava dimenticata e sepolta, torna ad essere improvvisamente e drammaticamente attuale per lui, ora brillante e stimato medico oncologo di mezza età, quando in un caldo e pigro pomeriggio settembrino, si diverte a navigare in internet insieme al figlio. Aiutato da quest’ultimo, infatti, entra in un importate network e si imbatte nel profilo della ragazza che amava disperatamente in quegli anni, dalla quale purtroppo non era mai stato ricambiato. E’ l’inizio di un viaggio interiore intriso di profonda nostalgia, ricordi e passioni, che porterà il suo destino a intrecciarsi in modo imprevedibile con quello della ragazza, divenuta ormai una donna matura. Il romanzo offre un affresco fedele e nostalgico della vita italiana durante quegli avvenimenti sociali e politici, che segnarono in modo indelebile un’intera generazione. Ad arricchire il racconto una trama gialla che, partendo da un episodio criminoso avvenuto allora, termina con un finale imprevedibile al giorno d’oggi.”

Per l’edizione cartacea:

Nella terza ritampa già disponibile nelle seguenti librerie di Roma:

A TUTTO LIBRO:

Via acquedotto del Peschiera, 118 – Roma nord, 80

ALTRO QUANDO:

Via del Governo Vecchio, 80 – Roma centro

ARION PRATI:

Via PIER Luigi da Palestrina, 1 – Roma prati

ASSAGGI:

Via degli Etruschi, 4 – Roma est

oppure direttamente alla casa editrice info@edizioniuniverso.it

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L’intramontabile “Nessun segno sulla neve”…


Oggi “Nessun segno sulla neve” era di nuovo tra i primi cento Best Seller dei Gialli Storici di Amazon Italia. Ed è  un’emozione grande vedere come questo romanzo riesca sempre a entusisamare. Una storia particolare, ricca di colpi di scena, che nasce oggi ma che affonda le radici nel sessantotto romano. Padre e figlio che stanno trascorrendo delle ore serene nelle quali si dipana il grande confronto generazionale in cui il padre, un oncologo, chiede al figlio di essere aiutato a utilizzare Internet e il figlio chiede al padre cosa sia stato in realtà il sessantotto.

Quante volte i miei figli mi hanno chiesto in quegli anni “Papà, ma tu hai studi to in un’epoca che ha fatto storia, possibile che non ci sai raccontare mai niente del mitico ’68?”. Ma che ne volete sapere voi del ’68, che per sentirvi “pasionari”dovete per forza occupare la scuola e fare “autogestione”, guarda caso sempre vicino alle vacanze di Natale, tanto per allungarle un po’, così da fare anche la felicità dei vostri professori! Che ne volete sapere voi di una generazione intera che trovò finalmente il coraggio per sollevarsi e strapparsi il giogo che la attanagliava facendo proprio l’urlo di altre generazioni, di antiche schiavitù. Una generazione di giovani che come in una gigantesca “Ola” che pervase il mondo intero riuscì a dire “Basta!” Il sessantotto, io sono stato parte di quella storia, ma l’ho tradita come tante altre cose nella mia vita. Sono passati quarant’anni e sento ancora il profumo di quell’autunno, il mio primo anno di liceo, la quarta ginnasio. Sento che il sonno sta prendendo il sopravvento e mi abbandono al profumo che c’era allora nell’aria, ai libri nuovi che i miei genitori, tra mille sacrifici, mi comprarono. Sto tornando a quei tramonti autunnali, all’inadeguatezza dei pantaloni corti con cui andai il primo giorno di scuola e tutti mi presero in giro, alla realtà di professori che ci davano ancora del lei, mentre già si sentiva il fermento del cambiamento sociale, dopo il quale niente sarebbe stato come prima. Mentre mi addormento sono in piedi lì, davanti al cancello, attorniato da ragazzi e ragazze che non conosco, emozionato e un po’ impaurito, mentre posso sentire a momenti l’odore umido del fiume Tevere che scorre a pochi metri dall’edificio scolastico. Il sonno ha il sopravvento e io sto morendo di nostalgia. “

Un confronto che viviamo tutti quotidianamente, nelle sfide del nostro vissuto e in quelle che affronteranno i nostri figli. Questo padre, grazie al figlio, riesce a rintracciare in un importante network il profilo della ragazza che amava ai tempi del liceo e dalla quale non era ricambiato, un miracolo per chi è abituato a servirsi solo di vecchie agende dimenticate per cercare le persone del passato. Una magia che però lo riporterà anche ai fatti drammatici del passato, segnando in modo imprevedibile il suo futuro.

Le ambientazioni magnifiche in una Roma inconsueta, le grida di quei giovani, la loro vita quotidiana e infine gli affascinanti scenari di luoghi nascosti hanno creato un’atmosfera coinvolgente, come le molte recensioni al libro hanno evidenziato.

https://danielaalibrandi.wordpress.com/category/nessun-segno-sulla-neve-recensioni/

Premio Letterario Nazionale Circe 2013, questo romanzo, su cui si sono scritti articoli giornalistici e profonde recensioni, in catalogo anche presso l’Italian & European Bookshop di Londra, tradotto nell’edizione inglese è stato a lungo tra i Best seller di Amazon Worldwide… e continua ad esserlo…

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LE NEWS, Nessun segno sulla neve, recensioni

La recensione che aspettavo!


Non vedevo l’ora che Geartiswebmagazine si occupasse del mio “Nessun segno sulla neve”. Ora finalmente è arrivata la recensione di Maggie van der Toorn per il libro scritto, come hanno detto i critici letterari, “con la mano sinistra, quella del cuore“. E la recensione interpreta in pieno i sentimenti del protagonista insieme alle passioni e alle disperazioni di un’epoca che ha cambiato per sempre la nostra società. Bellissima la musica scelta, che completa la recensione segnando i tratti più intimi di quella generazione. Assolutamente da leggere e da ascoltare

https://geartiscultura.com/2019/06/18/nessun-segno-sulla-neve-di-daniela-alibrandi/

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