Eventi, LE NEWS, Video Gallery

Il 5 dicembre sarò a Piùlibripiùliberi con “I Delitti Negati” e ancora…


 

Dall’Ortica del Venerdì:

Giovedì 5 Dicembre, la nota autrice del nostro territorio, Daniela Alibrandi, si troverà a Piùlibripiùliberi dalle ore 15,30 alle 16,30 presso lo stand D43 di Giulio Perrone Editore, per partecipare al firma copie del suo nuovissimo romanzo “I Delitti Negati”. Alla fiera del libro di Roma, che avrà luogo nella nuova e affascinante sede dell’EUR nota come la Nuvola di Fuksas, sita in Viale Asia 40/44, è presente anche un altro libro della Alibrandi, “Una morte sola non basta”, Del Vecchio Editore (stand E50), recentemente presentato presso la Biblioteca della Camera dei Deputati.      “I DELITTI NEGATI” a Piùlibripiùliberi.

Essere presente all’importante fiera di Roma Piùlibripiùliberi con due romanzi è semplicemente fantastico!

“I Delitti Negati”, pubblicato nel maggio 2019 da L’Erudita, marchio Giulio Perrone Editore (Stand D43), sta sollevando molto interesse per la trama e gli scottanti argomenti trattati. Con la sua ambientazione in un freddo inverno degli anni Ottanta, nel quartiere di Borgo Pio ai confini della Città del Vaticano, riesce a trasportare in un mondo colmo di sfumature e inconfessabili segreti. Appena uscito il romanzo è stato inserito nella rassegna letteraria Racconti in Blu, presentato presso il Castello di Santa Severa e, recentemente, presso la Sinestetica di Roma.

“Una morte sola non basta”, pubblicato nel marzo 2016 da Del Vecchio Editore (Stand E50), segue la vita di due ragazzine, vittime di abusi fisici e psicologici, fino alla loro età adulta, in una cornice affascinante come la Roma fotografata nella semplicità degli anni Cinquanta, nel boom economico dei Sessanta, fino alle contraddizioni degli anni Settanta. Un affresco che è stato apprezzato dai critici letterari e dai lettori. Il romanzo è inserito nel catalogo di prestigiose biblioteche universitarie satunitensi ed è stato recentemente presentato pesso la Biblioteca della Camera dei Deputati.

Ricordate, il 5 dicembre sarò presso lo stand D43, Giulio Perrone Editore, dalle ore 15,30 alle 16,30, per il firmacopie, ma soprattutto per conoscervi e trascorrere insieme un’ora all’insegna della buona letteratura contemporanea!

 

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Interviste, LE NEWS

For my readers abroad! Per i miei lettori all’estero…


Tell us about yourself and how many books you have written.
I am Italian and was born in Rome. In my adolescence I spent a meaningful time in USA, Manchester, New Hampshire. For family reasons I came back to Rome, where I ended my classical studies. I’m married with two children and my life has always been full of “duties”, like all mothers have. The house, the husband, the children and an interesting work as functionary in the Educational Field and in cultural exchanges. It was a great effort to manage all this. And in my soul I have always had inspirations that only asked to become stories, but there was never time for that. Until something happened… I had an accident and I was motionless for two months. That’s when I started writing with my left hand, the only one I could move in those days. And from then I never stopped from writing. I published seven books and an anthology, three English editions and many important literary awards

What is the name of your latest book and what inspired it?
My latest book is an Italian edition “Una morte sola non basta”, that will be the English edition “One death is not enough”. It deals with violence on children and the plot is set in Rome, Italy, from the 50ties to the 70ies. It is defined by Italian literary critics, a great neo-realistic book.

Do you have any unusual writing habits?
Well, for me it’s important to write always in the same place, that is my studio, maybe because from that window I can see the Bay on the Mediterranean Sea, with its magical scenery. When I need an inspiration I look at the sunset, discovering that each day dies in its own way, like every human being does…

Go on readinghttps://awesomegang.com/daniela-alibrandi/?fbclid=IwAR0UrSDOTLw9maPxhS_Qhxm7cCbiq8Zx9Kb5zGZ1lCobpohwOwT4cqGAx3I

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Eventi, LE NEWS, Photo Gallery, Video Gallery

Volete sapere com’ è andata alla Sinestetica con “I Delitti Negati”?


Neanche io, che pure ho una certa dimestichezza con le descrizioni, riesco a trovare le parole adatte per delineare l’atmosfera formidabile che si è creata ieri sera in occasione della presentazione del mio “I Delitti Negati” (L’Erudita, marchio Giulio Perrone Editore). In primo luogo devo elogiare la location scelta dallo staff della casa editrice per questo evento. Sinestetica è davvero un luogo delizioso, incantevole. Basta varcarne la soglia per trovarsi in un’atmosfera avvolgente, fatta di luci soffuse, musica gradevole e profumo di libri, con la possibilità di gustare squisiti aperitivi durante gli eventi. Insieme a me due persone fantastiche che seguono il mio percorso letterario e di vita. Parlo di Giorgia Gioacchini, della Bibioteca Marina di Cerveteri, che dopo aver letto il mio libro “Una morte sola non basta“, per essere sicura di volerlo presentare in biblioteca, come lei stessa dice, non mi ha più abbandonato e ha letto quasi tutti i miei libri. E l’altra, Maria Rosaria Milana, autrice di testi scientifici e membro del Comitato per la Divulgazione Scientifica,  che ama definirsi la mia lettrice ombra. Infatti, non solo ha letto molti dei miei romanzi nella fase “embrionale”, ma leggeva con la stessa cura e attenzione i miei appunti, scritti in fretta e furia durante la ricreazione, al liceo. Lei è stata la mia compagna di banco e la considero “la compagna del banco della mia vita”. Da allora non ci siamo mai allontanate.

                  “LE PERSONE CHE INCONTRO NON MI LASCIANO MAI”

E ancora tra il pubblico, la giornalista Marilù Giannone, Nicola Tartaglia della RAI, amici lettori e lettrici, che hanno tanto apprezzato la presentazione. Ringazio di cuore anche Chiara Pallotta, della casa editrice, per la sua preziosa presenza.

Ed ora il pezzo forte, una vera e propria “rarità” per capire il significato del titolo. Non è una lettura, nè una descrizione, è un formidabile dialogo recitato dall’autrice e dalla sua lettrice di sempre..

Di seguito alcuni video e l’album, che vi daranno l’idea del tono rilassato, confidente e magnifico che si è creato in una serata davvero indimenticabile.

Un lettore ha scritto che “I Delitti Negati” cattura, coinvolge, emoziona e commuove, con un pizzico di piccantino. Di seguito “il piccantino”, l’amore fisico del burbero Rosco con Marilena.

La Location e l’evento

Bellissimi gli interventi di Giorgia Gioacchini

IL MIO OMAGGIO A ROMA

I VIDEO GIRATI SONO TANTI E POTRETE CONTINUARE A VEDERLI VISITANDO IL MIO CANALE YOUTUBE. TROVERETE MOLTE PIACEVOLI NOTIZIE PER CONOSCERE MEGLIO IL LIBRO, I SUOI PERSONAGGI E IL MIO MONDO

https://www.youtube.com/user/DanielaAlibrandi/videos

 

Il libro è disponibile anche da Mondadori, Feltrinelli e in tutti gli store (Amazon, IBS, etc) e ordinabile in libreria

https://www.mondadoristore.it/I-delitti-negati-Daniela-Alibrandi/eai978886770538/?utm_source=googleshopping&utm_medium=listing&utm_campaign=cpc&gclid=Cj0KCQiAtrnuBRDXARIsABiN-7AnSDxVIZ0O827tswD22m0Vk0peKBJ5FlENEyUNzDLOxpnLT7pDNlgaAkvxEALw_wcB&gclsrc=aw.ds

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Eventi, LE NEWS

Il 14 novembre si avvicina a passi da gigante!


Ancora pochi giorni, ma il 14 novembre si avvicina a passi da gigante! Vi aspetto con il mio “I Delitti Negati” in un ambiente caldo e accogliente, lo spazio culturale Sinestetica, che ospita l’arte in tutte le sue forme, mostre, esposizioni, concerti ed eventi culturali e letterari. Si trova a Roma, Viale Tirreno 70 a/b. Con me Maria Rosaria Milana e Giorgia Gioacchini, insieme a voi per dare una risposta alla semplice domanda “Quali sono i delitti negati e perchè qualcuno li nega?” Il libro è un thriller che tratta argomenti scottanti, ambientato anella Roma degli anni Ottanta, nel quartiere di Borgo Pio, al confine con la Città del Vaticano.

Al seguente link, nelle sezioni Informazioni e Discussione, troverete l’evento con tutti i dettagli utili, anche quelli per raggiungere la location, compresi i mezzi pubblici e le fermate Metro… vi aspetto!

https://www.facebook.com/events/689760614862382/

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LE NEWS

L’Antico Caffè Greco rischia la chiusura… e si perde un altro pezzo di storia


Amo Roma, la sua storia e le sue inimitabili atmosfere. A Roma e ai suoi angoli segreti ho dedicato molte pagine dei miei libri. l’Antico Caffè Greco di Via Condotti è stato interprete di un capitolo del mio libro “Nessun segno sulla neve”(Premio Circe 2013). In questo locale storico e affascinante si incontrano infatti il protagonista Francesco, che somiglia in modo incredibile a Dustin Hoffman e Milena, la ragazza da lui amata disperatamente nel Sessantotto, ai tempi del liceo e della contestazione giovanile. All’epoca Milena non aveva ricambiato il suo sentimento, ma ora, dopo molti anni, Francesco si trova davanti una splendida donna matura:

Capitolo XXII

Sono in via Condotti  e sto fissando l’entrata del Caffè Greco. Sono le dieci e quaranta, mi sono mosso con parecchio anticipo,  perché  è molto che non vengo al centro di Roma. Ho lasciato l’auto in un parcheggio a pagamento e ho continuato a piedi, vista la giornata piena di sole. L’aria comincia a essere fresca e frizzante, e devo dire che mi sento veramente bene, se non fosse per la morsa allo stomaco con la quale mi sono svegliato.

Guardo l’antica strada dove c’è un via vai incredibile di gente. Facchini indaffarati a scaricare velocemente le merci, professionisti vestiti di tutto  punto che attraversano  frettolosi con la valigetta in mano e  camminano  gettando uno sguardo  preoccupato all’orologio mentre, poco più in là, contrasta la vista di mendicanti che cercano l’attenzione di chi non ha più né voglia né tempo di considerarli. Di Milena neanche l’ombra. Aspetto ancora una decina di minuti poi mi decido a entrare. Occuperò  un tavolo in una posizione discreta e sorveglierò l’ambiente prima che lei arrivi.

Entrando  mi assale un forte e gradevolissimo odore di caffè e di dolci appena  sfornati. Mi sembra di aver aperto la porta del tempo, tanto è intensa l’aria di “belle epoque”  che trasuda  questo posto. I tavoli posti su un lato con tovaglie sobrie ma caratteristiche, l’arcata che conduce  nella sala più riservata dove ci sono due grandi specchi leggermente scuriti dal tempo, quadri di gusto appesi alle pareti insieme a quelli dove fanno sfoggio le firme di attori, registi e personaggi vari, che si sono seduti e hanno bevuto in questo stesso posto. Non poteva esservi una scelta migliore per il luogo del nostro incontro.

Mi siedo dando le spalle all’arcata e anche allo specchio, poiché guardare  la mia immagine riflessa, oggi, non mi piace. Il cameriere si avvicina osservandomi un po’ incuriosito, forse pensa che io sia Dustin Hoffman e la cosa sarebbe perfettamente  in tono con l’ambiente. Mi chiede in inglese cosa può servirmi e io, in italiano, gli rispondo che sto aspettando  una signora e che ordinerò non appena lei sarà qui.

Sono le undici passate da dieci minuti  e comincio veramente a sentirmi in imbarazzo quando ad un tratto, riflessa nella cornice di un quadro di fronte a me, vedo l’immagine che aspettavo: Milena. Mi volto solo di profilo e lei a passi lenti raggiunge il mio tavolo. Mi alzo e finalmente ci troviamo uno di fronte all’altra

– Ciao – le dico con una voce tremante,  che non riesce a nascondere  l’emozione, mentre  le porgo  la mia mano fredda.

– Ciao Dustin, che mani fredde che hai! – dice stringendomi  la mano dapprima  con una sola delle sue, poi con entrambe, come a riscaldare la mia. Quel gesto mi aiuta a sciogliere l’impaccio che sento forte dentro e fuori di me e riesco a effettuare il gesto galante di spingere  indietro  la sedia per  farla sedere. La guardo ed è sempre bellissima. Indossa un tailleur grigio, con la giacca attillata e la gonna leggermente svasata. Al collo e ai polsi della giacca fa un bell’effetto una striscia di pelliccia nera mentre,  dalla sua apertura, si intravede una magliettina scollata che mette in mostra un bellissimo décolleté. Le sue gambe sono velate da calze leggermente scure e indossa degli stivali di camoscio nero con il tacco non molto alto. Poggia la sua borsetta di vernice nera su una sedia vicina alla sua, in silenzio. I capelli color mogano sono tagliati all’orientale, con una frangia e un carrè deciso, che arriva all’altezza del mento. Due orecchini neri lunghi, sembrano scendere direttamente dal caschetto di capelli e fanno pendant  con la collana scura, che scende nel canale dei due seni con un effetto di calda morbidezza. I suoi occhi sono truccati in modo da evidenziare la forma a mandorla, e il colore scuro del maquillage fa risaltare l’iride trasparente, troppo chiara per essere definita azzurra o verde. Le sue mani sono curatissime, morbide e affilate; le unghie sfoggiano una perfetta french manicure, pur non essendo eccessivamente lunghe. Il tocco finale lo dà il suo profumo che mi avvolge e mi attira, sconvolgendo tutte le mie aspettative.

Ci guardiamo per un lungo momento, incapaci entrambi di iniziare alcun discorso. Per fortuna arriva il cameriere che, rivolgendosi galantemente a lei, chiede cosa desidera.

– Un cappuccino caldo con sopra un po’ di panna – e poi Milena, rivolgendosi a me:

– E tu Dustin cosa prendi? – Per un attimo mi viene da ridere, scrutando  l’effetto che ha fatto sul cameriere sentirmi chiamare Dustin. Adesso è proprio sicuro che io sia il famoso attore, per cui mi guarda ammiccando, assicurandomi, con quel suo fare professionale, che ha capito chi io sia, ma non lo renderà noto ad alcuno. – The same thing, La stessa cosa – dico, sorridendogli  divertito con quello sguardo che significa «conto sulla tua discrezione». Lui sorride e corre via veloce.

Milena sentendomi rispondere in inglese mi guarda con aria interrogativa e quando  le spiego l’equivoco della mia somiglianza con l’attore, ride divertita. Che bello vederla sorridere. Purtroppo i suoi occhi esprimono sempre la profonda tristezza che ricordavo ma, nell’insieme, si vede che è sinceramente contenta.  Il silenzio, che però subito dopo scende cupo tra di noi, rischia di far fallire il motivo per cui sono qui, quindi mi faccio coraggio e ingrano quella marcia in più, che varie volte mi ha salvato nella vita.

– Sei meravigliosa Milena, fai quasi impallidire il ricordo che avevo di te – forse ho cominciato male, ma non conta. Le voglio dire tutto quello che mi sono tenuto dentro per anni.

– Trovo bene anche te, sai? – Non è facile per lei, lo sento, ma dobbiamo affrontare la cosa insieme. Coraggio, ci vuole coraggio e io lo raccolgo tutto per pronunciare ciò che da anni avrei dovuto dirle: – Miena, per anni non ho dormito ripensando alla sera…

Disponibile in ebook ai seguenti link di Amazon e Kobo Mondadori:

https://www.amazon.it/NESSUN-SEGNO-SULLA-Nuova-Edizione-ebook/dp/B01M4JNG4V/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=1V2G7FW4HPHZQ&keywords=nessun+segno+sulla+neve&qid=1571758621&s=books&sprefix=nessun+segno+sulla+neve%2Cstripbooks%2C176&sr=1-1

https://www.kobo.com/it/it/ebook/nessun-segno-sulla-neve

E in cartaceo: https://danielaalibrandi.wordpress.com/category/dove-acquistare-i-miei-libri/

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I DELITTI NEGATI recensioni, LE NEWS

Una recensione intensa quella di Alessandra de Antoniis


E già, certi delitti vanno proprio negati Commissario, esclamarono il vecchio frate e la cara suor Rose …..
E se lo dicono loro, bè, in nome di Dio, SI!, vanno negati …. Senza rimorsi, senza il bisogno del perdono sebbene  sia questo quello che è scritto nella Bibbia sotto il Testamento di Gesù.
Ma, c’è sempre un ma …..ed ecco immancabile affiorare lo straordinario talento della scrittrice, a stupirci ancora una volta per la suà genialità.
Rosco è un commissario che non siede tra gli uomini giusti. La storia nasce intorno al suo personaggio. Non è un buon poliziotto, tantomeno un buon marito. Un  individuo che nessuno vorrebbe nella propria vita. Un capo burbero ed egoista, con i suoi giovani sottoposti, con sua moglie e forse anche con se stesso …. Uno che viola il suo giuramento e cade nel piacere con una donna sua indagata. Rimosso dall’incarico e dalla vita matrimoniale. Un vero e proprio stronzo, insomma. L’uomo sbagliato in un sacco di posti sbagliati.
Al tavolo da gioco, seduto di fronte c’è il giusto. C’è la fede. C’è un modesto commerciante di oggetti sacri, c’è Rodolfo, un ragazzo di bottega a cui sono negati gli affetti sin da bambino. C’è la fragile Suor Rose, una ragazza un tempo, anche lei, in grado di perdonare un tradimento d’amore tanto da avvicinarsi all’amore di Dio.
L’esito della partita è già scritto, e man mano che le pagine scorrono come le manches di un poker, la scrittrice ci fa credere tutto ciò che invece non sarà.
Lei, attraverso una voce fuori campo ci dà qualche avvisaglia … ce lo dice che forse non è tutto secondo le scritture. Ma lo dice sottovoce, per poi tornare a confermare quello che credevamo all’inizio. I buoni sono i buoni e i cattivi anche.  Ed il lettore lo crede fermamente, almeno finchè non arriva  quel 31 dicembre. Cosa ho pensato allo scoccare della mezzanotte: cara Daniela, hai voluto dare una fine in una fine!  Quello che resta nella mente del lettore? L’attesa di scoprire cosa accadrà a partire dal primo gennaio.
Ecco la Daniela Alibrandi che conosco, colei che sovverte le apparenze, i luoghi comuni, le storie che lei stessa prima scrive e poi  cambia, lasciando il lettore disorientato.
E Suor Rose? Non posso dire a chi ci ascolta chi è suor Rose. Di certo è una donna e come tutti i personaggi della scrittrice, ha in se tutto ciò che la Alibrandi ha sempre detto delle Donne, nel bene e nel male, sono la fonte di tutte le passioni, come lo è Marilena, che vince la partita con il suo destino per ritrovare un uomo, un amore da accudire, da educare ed in cui trovare protezione.
I delitti negati è sì un poliziesco, è sì un triller, è di certo anche un racconto moderno, ma soprattutto è la storia di istinti e sentimenti che si intrecciano, è la brutalità di alcuni profeti : “Mio dio, non mi pento e non mi dolgo dei miei peccati e con tutto il cuore ti offro il giusto castigo che ho inferto. So che cosi facendo, non ho offeso te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Signore, Misericordia, aiuta la mia anima eletta!”
Nei delitti negati, non c’è un protagonista, saranno i lettori che sceglieranno ognuno il proprio.  Buona lettura!
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LE NEWS

E arrivo’ il fatidico primo giorno di scuola, il 7 ottobre 1969


La scuola allora iniziava il sette ottobre, il subbuglio prendeva la strada dove sorgeva l’edificio scolastico, ma anche le vie limitrofe. Nessuno poteva immaginare cosa sarebbe avvenuto di lì a poco:

Dal Capitolo XIII di “Nessun segno sulla neve”(Universo Edizioni), Premio Letterario Circe 2013

E arrivò il fatidico primo giorno di scuola, il sette ottobre  del 1969. La mia vita non sarebbe mai stata più la stessa dopo quel giorno. Mi svegliai presto al mattino e mi vestii con gli abiti nuovi, che i miei mi avevano comprato per la promozione e mi sentivo ve ramente fico mentre mi preparavo. La verità era che con l’estate non ero cresciuto poi molto, ma la mia so miglianza con Dustin Hoffman, con quell’espressione da ragazzo bravo e ingenuo, sapevo che cominciava a piacere alle ragazze. Per cui, dopo essermi spruzzato una dose massiccia di profumo, uscii di casa con l’abbraccio orgoglioso e pieno di pathos di mia madre, con l’unico scopo di arrivare presto e bene a scuola. Per la paura di sgualcirmi gli abiti o di arruffare i capelli, decisi di andare con il mezzo pubblico  e non con il motorino. Non mi ricordavo più cosa fossero i mezzi pubblici.

Gonfio di emozione per l’inizio della scuola, scesi all’imbocco di via Nistri. Attorno era pieno di ragazzi, chi a piedi e chi col motorino,  che si avviavano verso il liceo e io, felice di far parte di quella rapsodia di voci e di emozioni, captavo stralci di discorsi dei gruppi di ragazzi che si avvicinavano alla scuola:

– Ho trovato la versione integrale di Only one woman – Ma quale, quella dei Marbles? – Io invece ho l’album dei Beatles, devi sentire che ficata Ballad of John and Yoko – Davvero? Un giorno me la presti?

Quanta ottima musica era stata prodotta in quell’estate, solo io non avevo potuto comprare tutti gli album che avrei voluto, ma ero troppo gasato per starci a pensare su. Mi avvicinai a un gruppetto  di tre ragazze cercando di origliare la loro conversazione:

–  Ma  l’hai riconosciuto,  quello  è  Gianni,  Dio quanto s’è fatto bono! Hai visto mi ha salutato, ciao Gianni! – Io camminavo da solo ma non importava; sapevo che presto o tardi qualcuno mi avrebbe riconosciuto e chiamato. Infatti, di lì a poco: – Ciao Dustin, siamo tutti qui? – quella era la voce di Alba, ma guardandola  non la riconoscevo. Accidenti, era più alta, più magra, senza baffi, con una bella minigonna e con un trucco  sugli occhi, che definirei un tantino pesante: eyeliner nero sotto e sopra le palpebre, rimmel nero esagerato sulle ciglia superiori e quelle inferiori disegnate sottili e lunghe, per poi finire con le labbra quasi bianche. E anche le altre ragazze che le stavano vicino erano più sofisticate e quasi irriconoscibili.

Tutte  portavano,  piegato sul braccio, quel tristissimo grembiule nero che le avrebbe rese totalmente uguali e indesiderabili, ma adesso erano uno spettacolo! Nuccio, che stava ovviamente in mezzo a loro e troneggiava alto, con i folti capelli neri, sopracciglia e occhi mediterranei, mi venne incontro, mi mise un braccio sulle spalle portandomi  un pochino distante dal gruppo  e mi disse sottovoce: – Quest’anno  non sarà difficile raggiungere l’obiettivo del pompino non ti pare? – Stavo per scoppiare a ridere, ma non volevo certo che le ragazze capissero che si parlava della loro bocca. Mi sottrassi al suo abbraccio e tornai verso il gruppo, che nel frattempo aveva raggiunto quasi la totalità dei ragazzi della nostra  classe, tutti  felici di rivedersi. Naturalmente le due cozze secchione dell’anno prima non avevano subito cambiamenti di alcun genere anzi, nei mesi a venire, sarebbero divenute anche peggio, finché si sarebbero unite al gruppo nascente di femministe e avrebbero  fatto capire, alzando spesso le mani a triangolo sopra la testa, che la fica se la sarebbero gestita da sole; tanto chi di noi ci avrebbe provato? Notai anche un paio di ragazzi, tra quelli che non si erano mai uniti a noi nelle bravate dell’anno prima, che erano rimasti inesorabilmente bambinoni.  Mentre entravamo attraversando il piccolo cortile che dal cancello portava all’entrata dell’edificio, nessuno di noi poteva pensare  che saremmo stati tutti vittime di lì a poco degli sconvolgimenti politici e sociali di quegli anni e che mai più saremmo stati così ingenuamente e autenticamente felici di rivederci.

https://www.amazon.it/NESSUN-SEGNO-SULLA-Nuova-Edizione-ebook/dp/B01M4JNG4V

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