Interviste

Un’intervista con i fiocchi a Veledicarta!


                                         Daniela Alibrandi

Salve, io amo considerare la scrittura il mio rifugio, il mio tutto. Proprio per questo ho preso una decisione coraggiosa e importante, non riuscendo più a conciliare gli impegni professionali con il mio mondo interiore di sentimento e ispirazioni. Mi dedico solo alla mia grande passione, la scrittura. Di seguito vi parlo un po’ della mia vita e della mia attività letteraria.
Sono nata a Roma e ho trascorso l’adolescenza negli Stati Uniti. In campo professionale mi sono occupata, tra l’altro, di Relazioni Internazionali nell’ambito dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa. Nella vita privata sono sposata e con due figli. Da sempre incline alla scrittura, ho partecipato a importanti premi letterari nazionali, vincendone alcuni. Tra questi Il Volo di Pègaso, La Città e Il Mare, il Memorial Miriam Sermoneta e Mani in Volo. Sono rientrata inoltre tra i finalisti del concorso nazionale La Memoria. Con “Nessun Segno sulla Neve”, libro inserito in due collane editoriali e scelto dal Comune di Roma per un evento culturale dell’Estate Romana, ho vinto il prestigioso Premio letterario Circe 2013. Nel 2012. con il romanzo “Un’Ombra Sul Fiume Merrimack”, sono rientrata tra i vincitori del premio internazionale Novel Writing Month ed è stato inoltre pubblicato il mio thriller “Il Bimbo di Rachele”. Con il thriller “La Fontana delle Rane” mi sono aggiudicata il premio letterario nazionale Perseide 2014. Nel mese di marzo 2016 ho pubblicato il libro “Una morte sola non basta”, Del Vecchio Editore, che è stato definito dalla critica “un grande romanzo neorealista”. La mia produzione letteraria comprende inoltre molti racconti brevi, pubblicati nella raccolta “I Doni della mente”.Le mie opere, tre delle quali sono già state tradotte nelle edizioni inglesi di “A Shadow On Merrimack River”, “No Steps On The Snow” e “Echoes of the Soul” sono in catalogo presso l’Italian & European Bookshop di Londra.
Il mio sito https://danielaalibrandi.wordpress.com/category/interviste/
La mia pagina FB Autore https://www.facebook.com/Daniela-Alibrandi-Autore-108488582556510/?fref=ts

1. Cosa ti ha spinto a scrivere?
Credo che una passione così forte non possa che nascere insieme all’autore. Io ho sempre sentito dentro di me la “spinta” verso la scrittura.

2. Qual è stata la reazione dei tuoi conoscenti?
Per chi mi conosceva bene è stata la conferma di quello che immaginavano da sempre. A tutti era capitato di leggere anche solo poche delle mie righe, buttate giù sui banchi di scuola, oppure in una pausa di lavoro, dovunque mi era possibile fermarmi ad ascoltare me stessa. Spesso mi esortavano a scrivere qualcosa di più.

3. Qual è stata la reazione dei tuoi familiari?
Il mio primo libro è stato letto in famiglia ed è stato valutato positivamente. E siccome la mia vita era concitata, tra lavoro, figli, marito, casa, etc…, debbo riconoscere di essere stata da subito incoraggiata e aiutata a ritagliare degli spazi maggiori da dedicare alla mia passione.

4. Ci sono scrittori disciplinati, metodici, che stilano scalette e rimettono le mani mille volte sui loro lavori; e altri che scrivono d’istinto frase dopo frase fino a comporre un romanzo. Tu che tipo di scrittore sei?
Appartengo senz’altro al secondo tipo. Io immagino le prime frasi che costituiranno l’incipit del mio libro e da lì in poi scrivo frase dopo frase, facendomi guidare dai miei stessi personaggi, finché il romanzo non è finito. E non metto mai limiti a ciò che sento di scrivere.

5. Ci sono luoghi o ambienti in cui riesci a farlo meglio?
Mentre l’ispirazione, quella carezza nell’anima come la definisco io, mi può raggiungere in qualsiasi momento o luogo, io riesco a isolarmi e a tradurre le emozioni in uno scritto solo nel mio studio, otto metri quadrati in un attico  dalle cui finestre vedo il mare.

6. Lavori tutti i giorni?
Sì, assolutamente.

7. Credi di riuscire a giudicare il tuo lavoro quando è terminato?
No, non ho la pretesa di poter giudicare il mio lavoro. Io lo amo, amo i personaggi che hanno vissuto insieme a me per mesi, che sono stati parte di me stessa e, sempre, quando termino la scrittura di un libro, provo una grande tristezza perché quell’avventura termina. Ma solo chi legge può giudicare ciò che ho scritto.

8. Quando hai scritto il tuo primo libro?
Quando un infortunio mi ha tenuta a letto per circa due mesi nei quali riuscivo a muovere solo la mano sinistra. E ho iniziato “Nessun segno sulla neve”. Il libro è stato poi definito dai critici “Quello scritto con la mano sinistra, la mano del cuore”.

9. Esiste un legame tra te e i personaggi dei tuoi libri o sono solo frutto della tua immaginazione?
I miei personaggi sono frutto della mia immaginazione, ma sono anche il risultato del fenomenale intreccio di ricordi, esperienze, sogni e desideri. Io vivo la storia tramite loro, con i quali intreccio una sorta di legame indissolubile, che mi porterà a racchiuderli per sempre nell’animo.

10. Qual è il tuo libro a cui ti senti più legata e perché?
Non posso dire di sentirmi più legata a un libro in particolare, ognuno ha la sua specificità e tutti sono nati in me nello stesso modo. Forse “Nessun segno sulla neve” è quello che, come un primo figlio, mi ha fatto vivere le prime grandi emozioni ed è quello a cui ho affidato il racconto di un periodo storico, il ’68 romano, che ha avuto una grande importanza nella storia italiana contemporanea.

11. Il tuo ultimo lavoro?
Si tratta di un romanzo di 416 pagine, che tratta lo spinoso argomento della violenza perpetrata sui minori. “Una morte sola non basta”, Del Vecchio Editore, uscito a marzo del 2016, segue la vita di due bambine nate nella Roma degli anni ’50 che hanno subito situazioni scabrose. La narrazione conduce fino a quando, negli anni ’70, le due ragazze si incontrano e, nel coinvolgente sentimento di amicizia che si instaura tra loro, ognuna cercherà il proprio riscatto. Fa da cornice la città eterna, fotografata nella semplicità degli anni Cinquanta, nei sogni del boom economico degli anni Sessanta, per finire nelle contraddizioni degli anni Settanta.

12. Ci consigli un libro che non hai scritto tu?
“Per mano mia”, uno dei libri di Maurizio De Giovanni, al momento lo scrittore italiano che preferisco.

13. Il tuo prossimo lavoro o quello su cui stai già lavorando?
Il mio genere preferito è il thriller psicologico, anche se ho terminato alcuni lavori di semplice narrativa. Al momento mi sto dedicando a un nuovo, coinvolgente thriller psicologico ambientato nella mia amata Roma, durante gli anni immediatamente precedenti all’utilizzo dei computer… ma di più non posso dire!

 

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