LA PAROLA AI LETTORI

Cristina Masciola, il suo meraviglioso pensiero


Il seguente è un pezzo scritto per me da Cristina MASCIOLA, autrice di “Razza Bastarda” e “Terapia del Dolore”. Ho conosciuto  la Masciola in occasione del Concorso Letterario “Il Volo di Pegaso” 2010, indetto dall’Istituto Superiore di Sanità, che ho vinto con il pezzo “Il Compagno Amaro”, che trovate sul sito, nella pagina dedicata ai miei racconti. Lei faceva parte della giuria ed il momento nel quale mi ha cercato per conoscermi e dirmi  che in me aveva trovato una “scrittrice vera” e che assolutamente avrei dovuto continuare a scrivere, per me resta una di quelle rare occasioni nelle quali si vola in alto, in un cielo terso e infinito.

DANIELA  E’ UNA SCRITTRICE

Daniela è una scrittrice. Quello che a molti sembra un dato di fatto, una banale definizione, per lei non lo è, come non lo è per me. Non lo è mai stata.

C’è un momento, un istante, una frazione di tempo piccolissima, in cui si diventa “scrittori”. Non è il giorno in cui cominci a guardare un foglio bianco con la spinta irrefrenabile a riempirlo di storie. Non è il giorno in cui trovi il coraggio di chiedere a qualcuno di leggere ciò che hai scritto, il giorno in cui il tuo pudore, la tua vergogna tutta, lascia spazio al desiderio di essere conosciuta attraverso le parole. Non è neanche il giorno in cui un editore ti telefona e ti dice, il suo libro mi è piaciuto. E nemmeno il giorno in cui tieni in mano un volume, ed è il tuo, proprio il tuo, c’è scritto il tuo nome, corpo 20, neretto, e un titolo, il tuo titolo.

Ti accorgi che sei uno scrittore il giorno in cui senti che il tuo corpo, il tuo cuore, tutta te, è attraversato da milioni di parole, che entrano, si fanno sangue, circolano dentro di te, e finiscono su centinaia di pagine. E non è un caso, né un talento, è il tuo destino, e tu l’hai riconosciuto e ora lo percorri, senza tentennamenti. E allora, solo allora, se qualcuno ti chiede, cosa fai nella vita? Allora, solo allora tu puoi dire, io scrivo.

Il tuo viso adesso è diverso, i tuoi cinque sensi sono allertati, tutto ciò che assorbiranno potrebbe diventare un c’era una volta. E ogni giorno, mentre altri sentono i morsi della fame, mentre altri ancora hanno sete…tu hai bisogno di una penna, di un foglio di carta…e niente altro.

Così immagino quel momento. Forse Daniela era in macchina, forse sola nella sua casa, innaffiando un vaso di fiori, forse al lavoro tra colleghi distratti. Chissà che ora era. Se pioveva o c’era il sole. Ma in quel momento lei avrà sentito qualcosa dentro di sé., si sarà guardata intorno, qualcuno mi ha chiamata? No….nessuno l’ha chiamata, nessuno di quelli che erano intorno a lei. A chiamarla è stata il suo destino di narratrice.

Da quel giorno Daniela è una donna libera. Perché scrivere, come leggere, è la forma più alta di libertà.  Da quel giorno Daniela può dire fino in fondo, io sono. Da quel giorno non sarà più sola, perché la carta è compagna, le parole sono amiche, la penna è tua sorella.

Ho conosciuto Daniela in occasione di un concorso letterario. Ero la giurata. Ricordo mesi a leggere racconti, poesie. Ogni giorno affondavo lo sguardo in storie di dolore e solitudine. Ogni giorno vivevo la speranza di chi come lei, conosce la malattia, quella più ignobile, perché rara e sconosciuta. Poi, un pomeriggio di dicembre, come adesso, mi capitò il suo racconto tra le mani. Cominciai a leggere.  E mentre leggevo la mia carne si trasformava, assumevo le sembianze di quella donna, che nel tempo aveva scelto il suo compagno di vita, il dolore.

Poche pagine, interlinea singola, parole fitte di vita e morte. E alla fine mi ritrovai tra le lacrime. E mi resi conto che non piangevo di pena e compassione, io piangevo di gioia, la gioia assurda che prende quando leggi qualcosa che è perfetto, totalmente, irreversibilmente perfetto. La bellezza non è un movimento necessariamente positivo. La bellezza è l’adesione totale della parola alla vita, al sogno, al dolore, alla morte. Ecco, io avevo letto qualcosa di bello. Bello. E per tre mesi ho aspettato il giorno della premiazione, con l’unico scopo di guardare gli occhi di Daniela, e poterle dire grazie. Grazie, perché la bellezza è un dono raro. Come la sua malattia. E lei era stata generosa, mi aveva fatto un regalo immenso che ancora oggi di tanto in tanto torno ad aprire. Lo scarto piano, con delicatezza, rileggo quelle righe, e lo ritrovo.

Non vi ho parlato di questo libro. Oggi molti lo faranno. Io volevo dirvi Daniela, così come io la vedo. Una donna libera con una penna in mano, carne viva che si lascia attraversare dalle parole, generosa di se, spudorata come ogni vero scrittore deve essere, onesta.

Grazie Daniela.

CRISTINA MASCIOLA

 

Annunci
Standard

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...